DOCUMENTO della DIREZIONE PROVINCIALE dei DEMOCRATICI DI SINISTRA di COMO

su: "TRASPORTI E LA MOBILITA' NELL'AREA COMASCA"

Il progressivo indebolimento della struttura socio economica dell'area comasca aggiunta alla cronica carenza del sistema infrastrutturale della mobilità di uomini e merci, rischiano di relegare questo territorio in un ruolo marginale e periferico rispetto ai processi di trasformazione e internazionalizzazione in atto sia su scala italiana, sia su scala europea.

Importanti sono e restano le potenzialità del territorio comasco, da sempre considerato "porta d'Europa" e che su questa collocazione ha costruito nel tempo parti importanti del proprio tessuto economico, si tratta pero di saperle valorizzare con tempestività, altrimenti il rischio della marginalizzazione potrebbe diventare sempre più concreto e reale.

L'insufficienza infrastrutturale e i ritardi con cui questo problema viene affrontato sono anche la cartina di tornasole di una debolezza del sistema istituzionale comasco e della disomogeneità con cui questo ed il mondo economico - imprenditoriale si sono mossi negli ultimi decenni.

Occorre quindi, innanzitutto, recuperare su questo versante, riscoprendo il senso di fare coalizione tra i diversi livelli istituzionali sui temi fondamentali per lo sviluppo ed il futuro del territorio, creando altresì sinergie con il mondo imprenditoriale comasco, affinché anche questo sia chiamato a fare la sua parte, non solo per difendere l'esistente ma per saper cogliere nelle trasformazioni tutte le potenzialità di sviluppo in esse insite.

Servono tavoli istituzionali, in cui prevalgano le esigenze complessive del territorio anziché la difetta del proprio "particolare", mediante i quali definire, in modo condiviso mediante lo strumento della programmazione negoziata, indirizzi, obiettivi e procedure per la reinfrastrutturazione del nostro territorio. Serve altresì che dal mondo imprenditoriale comasco nascano strategie imprenditoriali in grado di sostenere e promuovere il nuovo sviluppo.

Tutto questo diventa ancora più necessario ed urgente in un quadro regionale e nazionale dove: l'avvio di Malpensa 2000, l'impulso riformatore nella politica dei trasporti e della mobilita dei governi Prodi e D'Alema ed il Piano - programma di investimenti, nelle infrastrutture ferroviarie e viabilistiche, per circa 5380 miliardi sottoscritto dal governo D'Alema con la Regione Lombardia, rappresentano opportunità fondamentali anche per il territorio comasco.

Nel quadro istituzionale che si sta così delineando, che vede una nuova ripartizione di competenze tra centro e periferia fortemente orientato verso un disegno di carattere federalistico intrecciato con principi di sussidiarietà, le istruzioni locali: Provincia e Comuni e, non da ultimo, la Regione, dovranno, ciascuno per la loro parte assolvere, in modo compiuto ai loro compiti.

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

1. L'esigenza di fornire nel settore del trasporto pubblico locale servizi sempre più rispondenti alle esigenze

di mobilità ed a una migliore razionalizzazione delle risorse disponibili, attraverso strumenti in grado di

dare certezze alla gestione, ha prodotto i provvedimenti legislativi nazionali (D.Lgs 442/97) e regionali

(l.r. 22/98). I punti fondamentali e qualificanti di questa riforma a "cascata", che prevede trasferimenti di

deleghe, competenze e autonomie finanziarie dal livello nazionale fino a quello locale, sono;

Una più ampia definizione del TPL, che comprende l'insieme delle modalità di trasporto dei servizi pubblici di interesse locale con l'unificazione, nello stesso livello di governo, della responsabilità programmatoria e di quella finanziaria;

La netta separazione dei ruoli e dei compiti fra funzioni di governo e di gestione: da un lato gli Enti, che predispongono i piani di trasporto e i programmi di esercizio, dall'altro le Aziende che gestiscono secondo principi di efficienza;

L'individuazione di tutte le risorse destinate al TPL, definite sulla base della qualità e quantità dei servizi prodotti;

L'introduzione di regole di mercato e concorrenza con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi diminuendo i costi, in un contesto normativo caratterizzato da elementi di certezza nei rapporti economici fra Enti di Governo ed Aziende.

Il processo così avviato, grazie alla forte azione riformatrice dei governi di centrosinistra, vedrà la messa in gara dei servizi entro il prossimo anno.

Per la realtà territoriale comasca si tratta di avviare il coordinamento tra l'Amministrazione Provinciale, il Comune capoluogo e gli altri Comuni della provincia, ognuno per la parte delle loro competenze, per dare avvio a tutte le azioni e agli atti attuali previsti dalla legge regionale, rimarcando che, accanto alla funzione di regolatori, gli Enti Locali comaschi, hanno anche la responsabilità di essere soci proprietari di SPT, impresa leader in provincia di Como per la gestione del TPL urbano ed extraurbano.

2. In relazione a ciò e alle scadenze legislative, nel corso del '99 debbono essere attivati programmi di rafforzamento di SPT, di ristrutturazione delle reti e di consolidamento della presenza nei territori in cui opera. Ciò in considerazione del fatto che nel periodo 1991-98 l'Azienda ha realizzato interventi fondamentali e positivi, tali da farne un'azienda sana e in grado di competere sul mercato quali:

a) il passaggio da posizioni di bilancio negative a posizioni positive;

b) Il superamento in anticipo, rispetto alle scadenze previste dalla legge, del rapporto di copertura del 35% fra costi e ricavi (SPT e al 39%);

c) La forte patrimonializzazione della stessa attraverso gli investimenti strumentali necessari per una corretta gestione aziendale (sede di via Asiago, deposito di Lazzago, rimessa di Appiano, rimessa di Bellagio, rimessa di Erba) e la sostituzione di circa 100 autobus nel quadriennio 1995-98.

Per lo scenario futuro bisogna dispiegare una strategia di ampio respiro che si proietti all'esterno con questi

obiettivi.

Iniziative per migliorare il servizio.

Iniziative innovative per la gestione del servizio.

Predisporsi a competere con altre imprese in un settore che introduce per la prima volta regole di mercato.

In primo luogo va verificato il posizionamento strategico di SPT attraverso i seguenti passaggi fondamentali:

I. La ristrutturazione e il rafforzamento delle reti di servizio nelle aree in cui opera l'azienda attraverso opportuni accordi di gestione (societari, consortili, in pool e associazioni di imprese);

II. Il rafforzamento del ruolo della Società attraverso il coinvolgimento azionano di alleati adeguati e di interesse strategico;

III. L'introduzione (attraverso adeguati accordi sindacali) di elementi di flessibilità nell'organizzazione del lavoro che rendano attendibile la capacità dell'Azienda di competere sul mercato.

In un secondo luogo bisogna varare un quadro di regole per l'accesso al mercato e alla concorrenza tali da

determinare garanzia nella qualità dei servizi in relazione alla sicurezza, alla soddisfazione della domanda,

alla tutela dei lavoratori e degli utenti.

In questo contesto vanno definite da parte dell'Amministrazione Provinciale e del Comune capoluogo:

a) Risorse economiche sufficienti a soddisfare un adeguato livello di servizi minimi;

b) Reti di servizio dimensionate in modo da conseguire il punto ottimale di equilibrio sotto il profilo trasportistico e sotto il profilo economico, tali da garantire qualità e quantità di offerta anche alle aree più deboli e meno urbanizzate, garantendo per quanto riguarda le aree del lago una reale ed effettiva integrazione tra trasporto su gomma e trasporto lacuale, sotto l'aspetto sia organizzativo, sia tariffario;

c) Servizi minimi tali da garantire qualità e quantità di servizi sufficienti per rispondere alle esigenze degli utenti e rilanciare il TPL nella nostra provincia;

d) Regole di accesso alle gare tali da selezionare la qualità, la professionalità e l'attendibilità delle aziende in concorso per contendersi l'assegnazione delle reti del servizio.

Quanto sopra non per difendere in modo protezionistico una Azienda locale, SPT, ma per consentire alla stessa di attrezzarsi al meglio per stare sul mercato, non solo comasco, e per fare dell'introduzione delle nuove regole di mercato, in un settore così importante e strategico per la vita e lo sviluppo di un territorio, una concreta possibilità di miglioramento della qualità di vita e della dotazione di servizi per il tessuto economico - sociale.

Dovranno altresì essere ripensate le forme e i modi di partecipazione degli Enti; locali comaschi nella proprietà di SPT II CPT, a seguito anche delle innovazioni che saranno introdotte alla l. 142/90, dovrà trasformarsi assumendo le forme di un patto di sindacato tra i Comuni della provincia che detengono, per il suo tramite, quote azionarie di SPT. Il Comune di Como e le Provincie di Como e Lecco dovranno ridefinire il loro ruolo e la loro quota di partecipazione azionaria in SPT, aprendo così spazi anche per l'inserimento di nuovi azionisti nella Società, e avviando un processo di graduale privatizzazione della stessa.

TRASPORTO FERROVIARIO

L'area comasca si distingue per una significativa presenza di infrastrutture ferroviarie di gerarchia nazionale e locale che consente collegamenti diretti verso il capoluogo regionale, verso la Svizzera ed il nord Europa, con penetrazione diretta nell'ambito urbano della città di Como e con potenzialità di interscambio favorevole con gli altri sistemi di trasporto esistenti (gomma, lacuale, funicolare). Altre linee di collegamento est - ovest sono state invece o dismesse o risultano scarsamente valorizzate ed utilizzate.

In tale contesto, nell'ottica di un forte rilancio del trasporto su ferro verso il quale finalmente si sta indirizzando la programmazione su scala nazionale e regionale, risulta essenziale ridare forza al sistema esistente, riqualificandone le funzioni e potenziandone le infrastrutture in un quadro programmatorio di tipo regionale e internazionale.

Le priorità di fondo risultano essere:

A. Servizio Ferroviario Regionale (SFR)

L'inserimento dell'area comasca nel SFR dovrà essere favorita in funzione: dei collegamenti con l'area metropolitana milanese, di una relazione diretta della stessa e del Canton Ticino con Malpensa 2000, di collegamenti anche di tipo "metropolitana leggera" tra la città e le aree a più alta richiesta di mobilità del territorio, di una dorsale di collegamento ferroviario est - ovest. Le tecniche e modalità di trasporto su ferro dovranno pertanto essere le più idonee a soddisfare la domanda ai costi più contenuti, anche mediante l'integrazione dei servizi e l'intermodalità.

I nodi di tale sistema sono così riassumibili:

Stazione di Como S. Giovanni da riqualificare come stazione nodo di tale sistema;

Collegamento tra le linee ferroviarie delle FNM e FS a Como - Albate;

Stazione autolinee a Como S. Giovanni, con riqualificazione dell'area, da inserirsi nel più ampio progetto di ridisegno dell'intero comparto S. Rocco - S. Rocchetto;

Ammodernamento e riqualificazione delle linee e del materiale rotabile delle FNM (tratte Saronno - Como e Asso - Milano) in accordo con le amministrazioni comunali dovranno inoltre essere definite le priorità per l'ottimizzazione delle modalità di accesso al sistema (parcheggi, passaggi a livello, ecc. ) e per rafforzare e infrastrutture i punti di interscambio ferro - gomma;

Realizzazione di una gronda nord ferroviaria mediante il ripristino ed elettrificazione della Saronno - Seregno;

Realizzazione mediante una riqualificazione dei tracciati esistenti o ripristino di parte di quelli dismessi, di un sistema di linee di servizio al territorio (Como - Grandate - Villaguardia, Como - Cantù - Lecco).

B. Stazione internazionale Como - Chiasso

La nuova stazione internazionale diventa una esigenza fondamentale al fine di mantenere legato il nostro territorio al sistema del trasporto internazionale imperniato su Alp-Transit. Tale scelta dovrà essere sottoposta alle necessarie verifiche di fattibilità.

Condizioni essenziali sono però la sua interconnessione con il SFR, Cosi come delineato nel punto precedente, al fine di garantire una concreta accessibilità della stessa dal territorio cittadino e comasco.

E' altresì importante che per tale nodo ferroviario siano garantiti tutti quei servizi necessari per farlo diventare una concreta realtà transfrotaliera.

RETE VIARIA PRINCIPALE

Contestualmente alla definizione delle linee strategiche nel campo del trasporto pubblico locale e del trasporto su ferro, risulta importante definire le priorità nel campo degli interventi sulla grande viabilità dando avvio alla fase realizzativa di quelle opere già finanziate.

Queste devono essere viste come elementi di un sistema più ampio concernente il trasporto di merci e persone per sostenere la competitività dell'intero territorio.

Tutte le opere di questo settore dovranno essere definite secondo criteri che tendano a mitigare l'impatto ambientale delle stesse e in stretta correlazione con la gerarchia viaria già esistente, intervenendo, ove possibile, mediante riqualificazioni e adattamenti di assi viari già esistenti.

Gli Enti locali interessati dovranno partecipare sin dall'inizio alla fase di individuazione e di definizione dei tracciati, in modo da consentire una piena condivisione delle scelte che verranno operate.

Le priorità.

Sistema tangenziale di Como;

Ammodernamento autostrada dei laghi (3° corsia e sicurezza);

Collegamento est - ovest;

Prosecuzione Comasina verso nord da Cermenate;

Riqualificazione statale Briantea;

Riqualificazione Statali Lariana e Regina.

POLI Dl INTERSCAMBIO (AUTOPORTO E LOGISTICA)

Sono queste strutture e funzioni che necessitano una efficiente organizzazione sia per le esigenze connesse al territorio comasco sia per le funzioni nazionali e internazionali che questo territorio svolge per il traffico merci.

Già ora i problemi connessi rivestono un carattere di gravità che ancor più potrà essere accentuato per le modifiche di normativa del trasporto merci (transito notturno, autorizzazione al transito di mezzi fino a 40 t.) in corso nella vicina Confederazione, accelerate dai recenti eventi dei traforo del Bianco.

Fondamentale risulta la realizzazione dell'autoporto di Montano Lucino, arche se dubbi esistono sulla adeguatezza dello stesso a fungere da interporto e piattaforma plurimodale.

In alternativa, per queste funzioni di accoglienza e smistamento logistico delle merci con interscambio tra i diversi sistemi di trasporto, e da studiarsi la possibilità di individuare, in aree più decentrate rispetto al nodo cittadino, localizzazioni anche di strutture di media dimensione connesse e coerenti con il sistema dei poli di interscambio di livello regionale.

Maggio 1999