I democratici di sinistra di Como
per una nuova politica dellaccoglienza
Nellaffrontare la questione dellimmigrazione dobbiamo ricordare prima di tutto a noi stessi che siamo stati (anche nel nord Italia) un paese di emigranti. Tra il 1861 e il 1970 27 milioni di italiani sono emigrati allestero per cercare lavoro: recuperare la memoria storica della loro fatica e della loro sofferenza è necessario per comprendere la situazione nella sua complessità.
Limmigrazione non può essere considerata un fatto episodico: lesodo di vasti strati di popolazione da aree economicamente depresse verso i paesi più ricchi sarà certamente costante nel futuro. Anche gli aiuti economici in loco, che pure vanno sviluppati e incrementati, non potranno comunque arginare il fenomeno in modo rilevante. A questo si aggiungono gli episodi delle guerre locali, come quella in atto nei Balcani e nella Sierra Leone, che aggiungono agli emigranti ondate di profughi, parte dei quali potranno nel medio termine stabilirsi nel nostro paese, anche a seguito della concessione di asilo politico o umanitario. La catastrofe umanitaria che si sta consumando nel Kosovo in questi giorni avrà sicuramente ripercussioni sul numero dei profughi che cercheranno rifugio in Italia. Occorre quindi cominciare fin da ora a costruire una società davvero democratica, pronta allaccoglienza, nella quale il processo di integrazione sociale vada di pari passo con laffermazione del diritto alla sicurezza di tutti i cittadini.
In questo senso opera la legge 6 marzo 1998 n. 40 "Disciplina dellimmigrazione e dellintegrazione degli stranieri in Italia". In particolare la legge denominata Turco-Napolitano, che prevede il controllo dei flussi migratori, consegna agli Enti Locali, in primo luogo ai Comuni, un ruolo essenziale nella mediazione degli eventuali conflitti, tramite la definizione di politiche sociali e la creazione di interventi specifici per garantire pari opportunità ai cittadini immigrati di fronte alle istituzioni. Per questo scopo la legge prevede che i Comuni abbiano accesso ai fondi previsti dalla legge stessa; altri fondi sono quelli stanziati dal D.G.R. Regione Lombardia ex art. 2 L.R. 4 luglio 1988 n. 38, dalla legge 285/97 e dal Programma STOP Commissione Europea. La condizione per accedere ai finanziamenti è naturalmente, da parte dellente locale, la definizione di una precisa politica per quanto riguarda limmigrazione.
In una città di frontiera come Como, dove si assiste quotidianamente allespulsione di profughi dalla vicina Confederazione Elvetica e dove si registrano oltre 12.000 immigrati regolari, la capacità propositiva dellAmministrazione Comunale su questa questione diviene particolarmente importante. In questo senso appare preoccupante la delega totale al volontariato attuata dalla Giunta del Polo; questa delega ha portato di fatto ad un non-intervento da parte dellAmministrazione in merito allintegrazione dei lavoratori immigrati e allassistenza ai profughi e ha contribuito non poco alla creazione di un clima di allarmismo, diffidenza e paura. Questo clima ha consentito alla Lega Nord di imporre una propaganda di tipo razzista, fino a far raggiungere alla nostra città il triste primato nella raccolta di firme per il referendum teso ad abrogare la legge Turco-Napolitano. Vogliamo ricordare che la Lega Nord ha condotto unopera di totale disinformazione: infatti, qualora il referendum venisse approvato e avesse esito positivo, rientrerebbe in vigore la legge Martelli, assai più permissiva della legge n. 40/98.
I Democratici di Sinistra ritengono che gli Enti Locali debbano recuperare da subito un ruolo attivo e propositivo, in collaborazione con il coordinamento delle forze del volontariato e del privato sociale che si sono finora fatti carico della situazione. In questo senso propongono di :
I Democratici di Sinistra ritengono che una attiva politica di integrazione sociale sia il miglior deterrente alla microcriminalità; auspicano comunque la collaborazione tra enti locali, forze dellordine e cittadini italiani e immigrati per lindividuazione e lisolamento di situazioni di rischio che possono venirsi a creare.
I DS sostengono la proposta già avanzata in sede di Consiglio Comunale dal gruppo dellUlivo di una seduta aperta dello stesso organismo sul tema dellimmigrazione, coinvolgendo la cittadinanza e le forze politiche, sociali ed economiche.
Como, aprile 1999