Corriere della Sera - 10.11.99

 
 
 
 
 
 

Formentini dopo il discorso del sindaco: «Ci aspettavamo una tesi, è stato un tema delle medie». Cgil: «Molte parole per coprire il vuoto»

L'opposizione boccia Albertini

I Ds: «Per ambiente, traffico, e cultura non ha fatto nulla»

«Ci aspettavamo una tesi di laurea, abbiamo avuto un tema di terza media». L'ex sindaco Marco Formentini giudica il discorso del suo successore. A Palazzo Marino è il giorno delle opposizioni: dopo che lunedì Gabriele Albertini ha letto il suo discorso sullo stato dell'amministrazione, la parola passa al consiglio. Formentini tiene a sottolineare il fatto che «molte delle iniziative elencate sono nate con le giunte precedenti: l'Aem era già stata trasformata in Spa, si trattava solo di vendere le azioni. Questa amministrazione lo ha fatto, ma sottocosto».

Gli interventi si susseguono, mentre Albertini prende accuratamente nota. Duro Valter Molinaro, capogruppo Ds, che ha parole di riconoscimento solo per l'operato «non demagogico» dell'assessore alla Sicurezza Paolo Del Debbio: «Il discorso contiene omissioni gravissime, non si parla di Fiera né dell'area Garibaldi-Repubblica. Più in generale questa amministrazione non è in grado di dare indirizzi complessivi su temi cruciali come l'ambiente, il traffico, la qualità sociale». Approfondisce Emilia De Biasi, sempre della Quercia: «Per la cultura è stata fatta solo enunciazione, per l'infanzia ci si è preoccupati esclusivamente dei pur importanti posti negli asili mentre per i servizi sociali i grandi numeri enunciati sono quelli storici: Milano ha una tradizione in questo campo, non c'è stata nessuna crescita».

«Bisogna circondare questo palazzo - tuona Umberto Gay, capogruppo di Rifondazione comunista -, portare i problemi veri dei cittadini di fronte al sindaco. E' scandaloso che il sindaco fornisca ai consiglieri centinaia di schede, dando solo un giorno di tempo per replicare». Il discorso di Albertini ha trovato risposta anche fuori da Palazzo Marino. La Camera del lavoro in una nota scrive che «si sono volute usare molte parole per coprire il vuoto di risultati da presentare alla città. Se escludiamo la privatizzazione sottocosto di Aem, l'asfaltatura delle strade e qualche operazione di parte nei cambi dei consigli di amministrazione, il resto degli obiettivi che la giunta si era prefissata rimane nel vago».

Pierfrancesco Barletta, della «giovane giunta» di sinistra, chiede al sindaco di organizzare «i nuovi stati generali di Milano, visto che di quelli vecchi non è rimasta traccia. Più che il modello Milano, ci sembra che dal discorso sia emerso il modello Albertini molto lontano dai desideri dei milanesi».

La difesa, al vicecapogruppo di Forza Italia, Francesco Triscari: «Il sindaco ha dimostrato con i fatti che, diversamente dal passato, si sta rispondendo alle aspettative dei milanesi».

Marco Cremonesi