I Ds: «Per
ambiente, traffico, e cultura non ha fatto nulla»
«Ci aspettavamo una tesi di laurea, abbiamo avuto un tema di terza
media». L'ex sindaco Marco Formentini giudica il discorso del suo
successore. A Palazzo Marino è il giorno delle opposizioni: dopo che
lunedì Gabriele Albertini ha letto il suo discorso sullo stato dell'amministrazione,
la parola passa al consiglio. Formentini tiene a sottolineare il fatto
che «molte delle iniziative elencate sono nate con le giunte precedenti:
l'Aem era già stata trasformata in Spa, si trattava solo di vendere
le azioni. Questa amministrazione lo ha fatto, ma sottocosto».
Gli interventi
si susseguono, mentre Albertini prende accuratamente nota. Duro
Valter Molinaro, capogruppo Ds, che ha parole di riconoscimento
solo per l'operato «non demagogico» dell'assessore alla Sicurezza
Paolo Del Debbio: «Il discorso contiene omissioni gravissime, non
si parla di Fiera né dell'area Garibaldi-Repubblica. Più in generale
questa amministrazione non è in grado di dare indirizzi complessivi
su temi cruciali come l'ambiente, il traffico, la qualità sociale».
Approfondisce Emilia De Biasi, sempre della Quercia: «Per la cultura
è stata fatta solo enunciazione, per l'infanzia ci si è preoccupati
esclusivamente dei pur importanti posti negli asili mentre per i
servizi sociali i grandi numeri enunciati sono quelli storici: Milano
ha una tradizione in questo campo, non c'è stata nessuna crescita».
«Bisogna
circondare questo palazzo - tuona Umberto Gay, capogruppo di Rifondazione
comunista -, portare i problemi veri dei cittadini di fronte al
sindaco. E' scandaloso che il sindaco fornisca ai consiglieri centinaia
di schede, dando solo un giorno di tempo per replicare». Il discorso
di Albertini ha trovato risposta anche fuori da Palazzo Marino.
La Camera del lavoro in una nota scrive che «si sono volute usare
molte parole per coprire il vuoto di risultati da presentare alla
città. Se escludiamo la privatizzazione sottocosto di Aem, l'asfaltatura
delle strade e qualche operazione di parte nei cambi dei consigli
di amministrazione, il resto degli obiettivi che la giunta si era
prefissata rimane nel vago».
Pierfrancesco
Barletta, della «giovane giunta» di sinistra, chiede al sindaco
di organizzare «i nuovi stati generali di Milano, visto che di quelli
vecchi non è rimasta traccia. Più che il modello Milano, ci sembra
che dal discorso sia emerso il modello Albertini molto lontano dai
desideri dei milanesi».
La difesa,
al vicecapogruppo di Forza Italia, Francesco Triscari: «Il sindaco
ha dimostrato con i fatti che, diversamente dal passato, si sta
rispondendo alle aspettative dei milanesi».
Marco Cremonesi