Corriere della Sera - 08.10.99

 

Prime risposte al segretario regionale Ferrari

Convegno ds sul riformismo. Diffidenti gli ex socialisti

 
Convegno ds sul riformismo. Diffidenti gli ex socialisti

Cautela. Diffidenza. Anche qualche invettiva. Le reazioni a caldo alla proposta del segretario regionale Ds Pierangelo Ferrari sono polemiche. Ma non solo. Ferrari ha lanciato l'idea di un convegno per riaprire la questione riformista. Per ripensare agli anni Ottanta di Milano, quando a Palazzo Marino sedevano fianco a fianco esponenti del Pci e del Psi. La stagione travolta da Tangentopoli. Spiega Ferrari: «Non ho proposto una rivalutazione di Craxi. Mi sono limitato a sostenere la necessità di fare i conti con il passato, anche quando sono dolorosi. Propongo di aprire una soluzione non di emettere assoluzioni».

Il più duro è l'ex sindaco Paolo Pillitteri: «La glaciazione di questi anni ha una madre riconosciuta: la follia giustizialista». Insomma: il convegno non interessa? «A me interessano tutte le cose serie. Se questa lo sarà, sono interessato. Ma i Ds non devono illudersi di poter scegliere fior da fiore: quella è la stagione del craxismo. Ricordando che i Ds non sono più nella condizione di dire questo è buono e questo è cattivo». Roberto Caputo è stato assessore con Pillitteri. Oggi è presidente del consiglio provinciale espresso da Forza Italia: «Era ora, ma forse siamo fuori tempo massimo. Ma la proposta viene da uno degli esponenti più avveduti dei Ds. Se davvero si vuole riprendere a scrivere la storia del riformismo bisogna saper dire anche le verità più scomode. E non so se la Quercia sia in grado».

Per Bobo Craxi «è difficile fare convegni senza gli attori di quella vicenda. Forse i Ds si sono accorti di essere stati travolti mentre credevano di travolgere: Tangentopoli ha spazzato via dalla politica cittadina non solo il Psi, ma anche il Pds». Caustico Sergio Scalpelli, oggi assessore allo Sport della giunta Albertini, ieri segretario della Casa della cultura, il tempio del riformismo alla milanese: «Credo che gli amici socialisti non vogliano partecipare all'operazione "dall'Ulivo al Cipresso"».

Loris Zaffra, ex assessore socialista, oggi è dirigente di Forza Italia: «E' giusto tentare di superare gli schemi approssimativi con cui è stata giudicata fino ad oggi quella stagione - spiega -. Non ha fatto bene alla città la criminalizzazione di una classe dirigente laica e riformista che storicamente rappresentava un milanese su tre. La riflessione dunque mi sembra positiva. Ma la vorrei svincolata dagli appuntamenti elettorali, anche se in Italia è difficile». Ferrari sostiene anche che il posto dei socialisti è a sinistra. «Credo che gli schemi tradizionali siano ampiamente superati. Quello che stiamo facendo è proprio preservare certi valori dove è possibile farlo». Riflette Zaffra: «Le scelte di ciascun individuo possono essere opportunistiche. Ma se i voti della maggior parte dei socialisti sono confluiti in Forza Italia, credo non si possa dire che sia per opportunismo».

Luigi Vertemati, in una lettera aperta a Ferrari, sostiene che «per vincere occorre dare fiducia, speranza, capacità di governo. Ingredienti che in questi anni sono mancati perché si è voluto cancellare la presenza socialista attuando una colpevole pulizia etnica». Ma ammette che «è giusto tentare di ricominciare, come tu tenti di fare». Della stessa idea il segretario dello Sdi Roberto Biscardini: «E' finalmente ora di costruire una nuova area liberal-riformista, la vecchia sinistra è inadeguata».

Ma il direttore di Critica sociale, Stefano Carluccio, lancia una raccolta di firme per istituire la commissione d'inchiesta su Tangentopoli e precisa: «Non siamo la ruota di scorta di chi ha bucato la gomma».

Marco Cremonesi,