Corriere della Sera - 24.09.99

 

Il responsabile della Quercia consegnerà oggi la lettera di dimissioni a Folena: me ne vado per motivi di salute

«Lascio la segreteria ds»

Iriondo: basta con il toto-candidato, la scelta tocca al congresso. Il partito prepara il ricambio in vista delle regionali. Il leader uscente: attenti agli autogol

Se ne va. «Lascio l'incarico in anticipo, motivi di salute». Tira le orecchie al partito. «Basta con il toto-segretario, non è uno spettacolo edificante». Guarda avanti. «Ci vuole un ricambio, più apertura ai giovani e alla società». Chiede una scelta «basata sui programmi» e non sui volti. «Il nuovo leader deve eleggerlo il congresso: è la sede giusta». Insomma: stamattina Alex Iriondo, 41 anni, consegna la lettera di dimissioni, non è più il leader provinciale dei ds. Verrà anche Pietro Folena, che è il numero due del partito nazionale: per capire come e quando trovare il successore. Dopo tre anni alla guida della federazione, Iriondo prende un periodo di riposo: ma resterà nella politica, resterà nella Quercia.

Via Volturno, nuova pagina. Il congresso si farà a dicembre: il punto è capire se aspettare le assise oppure indicare subito il leader oppure (una via di mezzo) nominare un gruppo di «garanti» per la transizione. Scelta difficile. Perché i ds vogliono «ritrovare le forze» in vista delle elezioni: nella primavera del 2000 le regionali, nel 2001 la corsa verso Palazzo Marino. Per il Pirellone è già pronto Martinazzoli, che vorrebbe «una lista unica», senza simboli di partito. Per il Comune la partita è aperta. Il nuovo segretario? Più dubbi che certezze. Anche se i nomi più forti (ammesso che si candidino) sono Antonio Panzeri, leader della Camera del lavoro, Daniela Benelli, già assessore provinciale alla Cultura, Franco Mirabelli, coordinatore cittadino ds, Federico Ottolenghi, consigliere politico di Berlinguer.

Ma Alex Iriondo, appunto, frena le voci. «Non va bene, per il partito è un autogol». E spiega che le sue dimissioni «nascono da motivi di salute, non da problemi politici». In altri termini: «Ho solo anticipato la scadenza di un paio di mesi. In vista delle regionali, delle comunali, va impostato il nuovo lavoro. Il segretario? Ripeto: a dicembre c'è il congresso provinciale, forse è meglio aspettare. Ci saranno i programmi, il dibattito, si potrà scegliere con il più ampio consenso possibile». E ancora. «Il toto-nomine danneggia tutti, non ha senso, è un esempio di malcostume. Basterebbe una gestione corale da qui al congresso».

I tre anni da segretario? «Il partito è più forte, si è consolidato, ha messo radici, ha preso forze nuove. Il passaggio da Pds a Ds, a Milano, ha funzionato più che altrove, con l'ingresso di tanti laici, riformisti, cristiano-sociali. Basta pensare a socialisti storici come Aniasi, come Achilli. Non solo... nella città dove è nata Forza Italia, dove il centrodestra è molto forte, abbiamo combattuto testa a testa». E il grande rammarico? «Aver perso le elezioni provinciali per una manciata di voti. Tamberi ce la poteva fare, è stato battuto di un soffio». Ma adesso? Il futuro della Quercia? «Una strada su tutte: aprirsi all'esterno, dialogare con i ragazzi, rilanciare il partito all'interno della società milanese». Martinazzoli? Sarà il primo passo? «Sta nascendo un'operazione competitiva. Attorno a una figura di grande rilievo. Il punto è andare oltre i partiti, trovare nuove idee, nuove risorse. Poi si dovrà pensare al candidato e al progetto per Palazzo Marino, contestando "la politica dell'immagine e dell'annuncio" che sta facendo il sindaco Albertini».

Passaggio delicato. I ds senza segretario. Mentre D'Alema, da capo del governo, insiste sul «ruolo chiave» di Milano, e Veltroni, da leader nazionale, dice che «è partita la controffensiva». E' una partita che si giocherà sui nomi, è evidente: alla ricerca di una figura forte, riconoscibile. Ma si giocherà anche sulle strategie: come risolvere la questione socialista, come trattare con gli alleati, come fondare l'Ulivo bis, come affrontare Albertini-Formigoni-Colli. Una corsa in salita.

Venanzio Postiglione