La tormentata vicenda dei trasporti da e per Milano è sempre stata un grosso problema per gli abitanti della cintura milanese; infatti non sono stati pochi i progetti che, fatti e disfatti, hanno aperto ampie e spesso laceranti discussioni e polemiche tra i cittadini dell'hinterland.
L'ennesima discussione sta appassionando i cittadini Bressesi, e non, che hanno appreso dalla stampa la possibilità che venga soppressa la linea tranviaria che divide in due la città e che collega Milano a Bresso e alle altre città dell'hinterland Cusano, Paderno, Desio fino a Limbiate.
La proposta che il Sindaco di Bresso, Giannuzzi, ha portato in consiglio comunale poneva il problema di approfittare della sospensione del servizio che l'Atm effettuerà per un lungo periodo per decidere la soppressione della linea tramviaria, sostituendola con trasporto su gomma e recuperando gli spazi liberati dal trenino per trasformarli in parcheggi e passeggiate con aiuole e panchine.
Subito si sono levate un coro di proteste e da molte parti si fa notare come la boutade sia estemporanea ed un po' campata in aria.
In primo luogo perché non vi è certezza che l'Atm possa davvero sopprimere la linea una volta ultimati i lavori del cantiere di Piawwale Maciachini per i prolungamenti della MM3. E poi non vi è nessun piano, per adesso, che preveda da parte dell'Atm, la sostituzione del trenino con nuovi autobus, che comunque risulterebbero più costosi (circa 700 milioni per ogni pullman) e naturalmente molto più inquinanti.
Tutto questo per adesso ha provocato le reazioni soprattutto delle forze politiche di opposizione che a vario titolo e con sfumature diverse si sono comunque dichiarate contrarie o possibiliste.
Il segretario di Rifondazione Comunista di Bresso ha affermato che il suo partito non è legato sentimentalmente alle rotaie del vecchio trenino, ma che diventa insensato prendere decisioni senza aver seriamente valutato tutti i nodi di questa vicenda per affrontarla seriamente. Bisognerebbe chiarire quali saranno le alternative da dare ai cittadini per collegarsi con Milano, come verranno risistemati gli spazi che si libererebbero, ecc., quindi, non si tocchi nulla fino a quando non vi siano altre soluzioni già pronte. Anche i Democratici di Sinistra si sono espressi su questo contenzioso sostenendo che vi è la necessità di capire fino in fondo cosa effettivamente si vuole fare e che è necessaria una seria riflessione calcolando i pro ed i contro di una simile scelta, anche perché sia togliere la rete che lasciarla comporta dei problemi: l'aggravio di traffico e di inquinamento qualora si scegliessero i pullman, l'impossibilita di risistemare la città se invece si decidesse di lasciare le cose come stanno. Nel frattempo vi è stata la levata di scudi dei Sindaci di altri 8 comuni interessati (Cormano, Cusano, Desio, Paderno, Varedo, Nova Milanese, Senago, Limbiate) che, sostenuti dall'assessore Provinciale ai trasporti, Ravasi, si sono dichiarati fortemente contrari a questa scelta che l'ATM vorrebbe fare.
Le posizioni ormai sono note, ma la discussione apertasi a Bresso rischia di essere travolta dalla volontà della Provincia, che per bocca dell'Assessore Ravasi sostiene che all'ATM non compete decidere sulla politica dei trasporti nel territoiro; inoltre riceve dalla Regione per le linee extraurbane 130 miliardi e con questo denaro, che è pubblico, ha il dovere di mantenere il servizio di trasporto.
Certo è che se si realizzasse il progetto dell'allungamento della metropolitana previsto da molti anni e si riesumasse il primo progetto fatto dal comune di Milano insieme alla Provincia e la Regione Lombardia, che prevedeva l'arrivo da Milano spostando parte del percorso sulla bressese via Clerici costeggiando il campo volo per arrivare a Cinisello e poi proseguire per Paderno, si potrebbero risolvere molti problemi.
f.d.g.
(da "dettotranoi", giugno 1998)
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