Mercoledì, 11 Novembre 1998
CORRIERE MILANO

Secondo l'accusa l'architetto avrebbe intascato 50 milioni per un piano di lottizzazione

«Tangente? Era una parcella»

Si difende l'ex consulente dei Ds in carcere per l'affare Terzi

P. F.,

Quei 50 milioni? Dice che gli spettavano. Il conflitto d'interessi? Tutto a norma di legge: si difende così Roberto Almagioni, l'architetto dei Ds finito in cella per la medesima vicenda, la tangenti-story di Bresso, che aveva già travolto il forzista Giovanni Terzi. Si difende, ma neppure i magistrati arretrano di un passo: «Almagioni - scrivono - ha ricevuto per la medesima prestazione professionale due compensi con causali confliggenti».

Il «conflitto» di cui parla il giudice Luisa Savoia, nella sua ordinanza, ricalca almeno in parte il rilievo prettamente politico che ad Almagioni mossero in principio, proprio da Bresso, le sezioni locali dei Ds. Non solo, cioè, Almagioni accettò di fare il consulente urbanistico per la giunta del posto, con Forza Italia e Lega, nonostante in Regione coordinasse i Ds; ma accettò anche, contemporaneamente a quell'incarico e per il tramite dell'architetto Ugliola, 50 milioni dalla principale impresa interessata a quell'affare. Semplici «consulenze-schermo» per nascondere «attività di raccordo», ha ammesso poi Ugliola. «E Almagioni - sostengono i magistrati - non disponeva della minima struttura professionale idonea»: delle «controdeduzioni» che avrebbe dovuto produrre, aggiungono, al Pirellone non ne arrivò neanche una.

Almagioni però, interrogato ieri dal giudice D'Antona e dal pm Gittardi, ha reagito negando ogni illecito. In un «Piano di intervento integrato» come quello in discussione - ha spiegato - Comune e privati non sono avversari ma soci, ed è normale che i consulenti del Comune siano pagati dai privati. Quanto alle «controdeduzioni», Almagioni giura di averle fatte: se non arrivarono in Regione - dice respingendo la versione di Terzi - non fu colpa sua. Il suo legale, Francesco Isolabella, esclude per ora istanze di scarcerazione: «Ha chiarito tutto, aspettiamo con serenità la valutazione dei giudici».

Assai meno sereno è il clima in Regione, dove il gruppo ds è stato accusato dal consigliere comunale verde Basilio Rizzo di aver risposto all'arresto di Almagioni in maniera «così blanda da apparire quasi tollerante». D'altronde, conclude, ormai «tutti danno per certo che l'inchiesta salirà ai piani alti del Pirellone».

Didascalia:
  • Giovanni Terzi, l'ex assessore di Bresso arrestato


La questione RAM