Non poteva essere altrimenti, dopo la proposta di Milano, si è aperta nelle città limitrofe una seria discussione tra i commercianti.
Quella di tenere i negozi aperti fino a tarda sera, se da un lato va incontro ad una esigenza di quei cittadini che lavorando fino a tardi non avevano la possibilità di fare la spesa con calma, pone qualche problema ai negozianti.
Nella nostra città ci si chiede, quali possono essere i vantaggi o gli svantaggi di un applicazione dei nuovi orari?
Durante la settimana, vale la pena di restare aperti fino a tardi visto che dopo una certa ora le persone che circolano sono molto poche?
Abbiamo chiesto a Sergio Crippa, gestore del negozio Mille Calze che si trova in Piazza Martiri della Libertà di scrivere sul nostro giornale cosa ne pensano i commercianti di Bresso di modificare gli orari.
Parrebbe, dinanzi alla proposta di tenere aperti gli esercizi commerciali bressesi oltre le fatidiche 19.30, un alzata di scudi generalizzata dei commercianti locali;ma, approfondendo la cosa e chiacchierando con loro emerge una disponibilità ad un confronto serio che deve coinvolgere nelle scelte gli stessi commercianti, i cittadini e la pubblica amministrazione.
Scendendo nel concreto, la proposta più titolata, pare essere quella dell'apertura oltre le 19.30 di un giorno a settimana, fino alle 21.00 indifferentemente su tutto il territorio comunale oppure a rotazione quartiere per quartiere.
Alcuni commercianti convengono, che almeno all'inizio, la proposta debba essere supportata da iniziative culturali, sportive e quant'altro possa coinvolgere, invogliandoli ad uscire di casa, i cittadini, i quali, da parte loro, dovrebbero collaborare facendo "la spesa" nei negozi del quartiere e non solo nei supermercati.
Anche l'apertura di alcune domeniche, aldilà di quelle pre natalizie, trova un certo consenso tra gli esercenti, i quali però vogliono chiarire che alcune date come il 25 Aprile, il 1 Maggio, Pasqua, e Natale devono vedere tutta la rete distributiva locale chiusa, senza nessuna deroga alla distribuzione.
Un'altra impressione cher si trae da tutto ciò è che a parlarne, per il momento siano solo gli addetti al lavoro; i cittadini da parte loro, pare vivano questo con palese sufficienza a ricordo, forse, di un Referendum di qualche anno fa che bocciava a larghissima maggioranza l'apertura dei negozi ad oltranza.
Credo che sia utile che su questo giornale si apra una discussione più ampia visto che sull'argomento intende mantenere vivo l'interesse e mettere a disposizione le sue pagine, quindi invito chi volesse a scrivere per aprire il confronto.
Sergio Crippa
(da "dettotranoi", giugno 1998)
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