La sala al piano interrato della Cooperativa Aurora in via Bologna a Bresso ha costituito la culla nella quale il Circolo Culturale GUERNICA ha emesso i suoi primi vagiti quando, il 4 luglio 1968, un gruppo di giovani di quello che si soleva allora chiamare "lo schieramento della sinistra laica e socialista" firmarono l'atto costitutivo del Circolo, con "lo scopo di favorire ai lavoratori l'esercizio del diritto alla ricreazione, al riposo e all'elevazione culturale". Presidente fu eletto Lino Schinaia e vicepresidente l'autore di queste note.
Il Maggio francese (e non solo francese, ma tedesco, italiano, polacco, cecoslovacco, statunitense, ecc.) era freschissimo e dispiegava i suoi effetti nel mondo della scuola, del lavoro, della giustizia, dell'editoria, verso esiti che in quel momento erano difficilmente prevedibili, ma che chiamavano comunque ad una partecipazione attiva tutti coloro che ambivano esserne in qualche modo protagonisti.
Nella sinistra il dibattito sulla cultura era in quel tempo assai vivace e partiva dagli anni della Liberazione dal nazifascismo. Lo scrittore Elio Vittorini, nell'articolo di fondo del primo numero del settimanale IL POLITECNICO, da lui fondato ed edito da Einaudi, scriveva il 29 settembre 1945 che necessitava "non più una cultura che consoli nelle sofferenze, ma una cultura che protegga dalle sofferenze, che le combatta e le elimini". Ed aveva davanti agli occhi ancora fumanti le rovine della Seconda guerra mondiale e le atrocità dell'Olocausto. In un numero successivo dello stesso settimanale l'intellettuale cattolico Felice Balbo aderiva all'appello di Vittorini ed aggiungeva che "Noi non sappiamo cosa farcene di una cultura che consoli, che faccia finta di essere Dio, che non dia a Cesare quel che va dato a Cesare, che non serva alla società per difendersi e lasci libera la belva dei fascismi. ... Ma noi sappiamo anche che senza dare a Dio quel che è di Dio l'uomo non può più fare, fare nulla, nemmeno la cultura, perché non è più uomo".
E la fondazione del Guernica si inseriva in quel dibattito e quell'anno di fondazione, il 1968, è di per sé evocativo di un momento di grande creatività politica e culturale, di netta discontinuità nei rapporti fra generazioni, di ripensamento del ruolo delle istituzioni e di messa in discussione dell'autorità, di tutte le autorità.
Perché i giovani che fondarono il Circolo scelsero proprio quel nome? Perché Guernica - città basca rasa al suolo da aerei tedeschi il 26 aprile 1937 e rappresentata in un famosissimo dipinto di Pablo Picasso - è diventata presto un simbolo di contrarietà alla guerra, a tutte le guerre, e uno stimolo alla partecipazione attiva ad ogni iniziativa di pace.
Un particolare di quel dipinto, la mano che stringe un pugnale spezzato e un fiore, è stato scelto fin dalla fondazione come "logo" del Centro Culturale Guernica, perché riassume efficacemente l'anelito pacifista e la speranza in un futuro migliore.
La ricorrenza del trentennale è stata festeggiata nel novembre scorso al Centro Civico di Bresso, con una lusinghiera partecipazione di soci e cittadini, con un articolato programma iniziato con una relazione del critico d'arte E. Maroni su "Guernica: un urlo cosmico", seguita dalla recitazione commentata di poesie di Federico Garcia Lorca, da parte di A. Brambilla studioso di poesia. Il duo di chitarre di Marco e Massimiliano Biassoni ha infine eseguito musiche dal repertorio chitarristico spagnolo e flamenco. All'inizio della serata hanno portato il loro saluto il presidente dell'ARCI provinciale F. Mongelli e il presidente del Circolo A. Bellone.
Nei suoi trent'anni di vita il Circolo Culturale Guernica, che è uno dei più longevi dell'intera provincia, ha promosso dibattiti su temi politici e sociali, ha organizzato corsi in diverse discipline (lingue, yoga, tai ji quan, attività motoria, ecc.), ha promosso iniziative teatrali e nel settore delle arti visive, gestisce una "storica" Scuola di Musica e, dallo scorso anno, in collaborazione con il Circolo Scuola e Cultura, realizza i programmi dell'Università del Tempo Libero.
Nella sua lunga attività, il Circolo ha portato a Bresso centinaia di donne e uomini della cultura, della politica e dello spettacolo. Ne ricordiamo solo alcuni: il fondatore del Piccolo Teatro Paolo Grassi, l'attore Franco Parenti, il cantastorie Franco Trincale, Virgilio Savona, il Nuovo Canzoniere Italiano; i giornalisti Camilla Cederna, Massimo Riva, G. Calchi-Novati, E. Collotti Pischel; Anna Del Bo Boffino, Carlo Ripa di Meana, Mario Spinella, Mario Capanna, Sandro Antoniazzi, il critico d'arte Mario De Micheli, il fotografo Uliano Lucas.
Lorenzo Lenelli
(da "dettotranoi", febbraio 1999)
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Ultima modifica: Venerdì 19 Marzo 1999, 13:58:13