1° CONGRESSO PROVINCIALE D.S. di Varese
La relazione di Daniele Marantelli
Cari compagni, cari invitati benvenuti al 1° Congresso Provinciale dei D.S. .
Conclusi i congressi di base intendiamo compiere qui un bilancio del nostro lavoro e fornire le linee guida del nostro impegno per il futuro.
I congressi hanno rappresentato un banco di prova per tutti noi. Dopo tanti anni si sono confrontate apertamente due mozioni politiche.
I risultati li conoscete. La mozione Veltroni ha ottenuto l’82.5 % e quella della nuova sinistra il 17.5%.
Dietro queste nette cifre c’è uno sforzo, una passione, energie spese in modo volontario da centinaia di persone, giovani ed anziani, dirigenti di Partito e semplici militanti che costituiscono una risorsa straordinaria per la coalizione del centro sinistra e per il tessuto democratico di questa Provincia.
Permettetemi, cari delegati e cari invitati, di essere orgoglioso - e vorrei dirlo con sobrietà - di questo Partito generoso, solidale ed aperto.
Il confronto congressuale si è svolto in uno spirito costruttivo, nella costante ricerca del dialogo.
Non è mancato tuttavia qualche momento di maggior asprezza.
Ciò è normale in un Partito vivo. Un Partito che ha limiti e difetti, ma che ha saputo coinvolgere in queste settimane d’intenso lavoro oltre mille persone.
E che considera il pluralismo che si esprime con passione e correttezza un valore in sé.
Per questo noi, abituati alla discussione ed al confronto fra persone che hanno personalità, cultura, esperienze diverse ci troviamo a nostro agio nella coalizione di centro sinistra.
Coalizione che vogliamo contribuire a rendere più forte.
In questi anni abbiamo lavorato sodo. Prima di me Renato Prestinoni ha dovuto affrontare una difficile situazione politica e finanziaria assumendosi la responsabilità di decisioni severe.
Oggi dobbiamo essere orgogliosi di aver organizzato oltre 60 congressi. Orgogliosi di avere un Partito che unitariamente si riconosce nei valori fondamentali contenuti nel progetto 2000.
Il merito è di tutti.
Sento però il dovere di ringraziare una persona che unisce passione politica, moralità, competenza ed umanità e che è stato il protagonista principale del rinnovamento finanziario: il nostro tesoriere Florindo Riatti.
Non è che ora sia giunto il tempo delle vacche grasse.
E’ giunto però il tempo della possibilità di rendere più robusto il nostro Partito dotandolo di strumenti organizzativi moderni ed efficienti.
Gli strumenti non sono sostitutivi delle persone. La militanza volontaria è stata, è e sarà il cuore di un Partito che vogliamo sempre più radicato nel territorio e nei luoghi di lavoro, popolare, preparato ed aperto.
Ma di una moderna strumentazione non possiamo fare a meno. E già stiamo lavorando intorno a questo progetto.
Passione e competenza. Partecipazione, poteri e diritti degli iscritti.
Queste sono le radici che vogliamo coltivare per far crescere il più forte e moderno partito della sinistra varesina.
Perché c’è bisogno di un Partito più forte. Serve alla coalizione. Serve ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati ed ai cittadini.
In questi anni non siamo stati con le mani in mano.
Abbiamo lavorato per costruire una squadra capace di guardare al futuro, dando fiducia ai giovani.
Chi a noi guarda direttamente deve sapere di contare, oltre che sul nostro ruolo di governo, su due certezze. La prima la sinistra dei valori: e cioè l'agenda di un programma del partito costruito non sul calendario istituzionale, ma sull'agenda della società e del mondo. Tutto ciò impone la scelta di un partito che fa iniziativa, che realizza progetti, che vive e fa vivere, in modo caldo e appassionato i problemi di oggi e di domani. La seconda certezza è quella di lavorare in un luogo democratico, aperto.
C'è una nuova etica della politica, che dobbiamo saper affermare, al di là delle norme statutarie. Un'idea di abnegazione, di missione, di servizio. Dobbiamo far vivere, prima di tutto nel partito, l'idea di una buona politica, uno stile di pensiero e di vita, di onestà.
Riaffermiamo la nostra convinzione circa la necessità dei partiti nel sistema democratico. Ma la condizione per salvare e rinnovare il ruolo e la funzione democratica dei partiti è quella di restituirli alla società, di non temere di aprirli.
La società che si affaccia al 2000 è radicalmente mutata rispetto all'epoca in cui videro la luce le prime organizzazioni politiche di massa. La società nostra è una società matura e complessa nella quale le forme di cittadinanza attiva si diffondono e si moltiplicano. Una società plurale e strutturata, capace di produrre autonoma consapevolezza politica. Una società che non è un corpo omogeneo, ma un campo di forze e tensioni talora opposte e divaricate, ciascuna delle quale tende a produrre rappresentanza politica.
In questo contesto, la sinistra deve abbandonare ogni presunzione pedagogica e deve, allo stesso tempo, evitare l'errore di considerare la società civile come un'entità omogenea, contrapposta alla politica. La politica è parte della società e parti diverse della società esprimono visione e proposte politiche diverse, in alcuni casi conflittuali.
La sinistra del Duemila ha maturato una concezione della politica consapevole dei limiti della politica stessa, limiti che vanno tanto più gelosamente presidiati, quanto più si abbia a che fare con complesse e delicate questioni etiche.
Prima di tutto da qui, da queste considerazioni oggettive nasce la necessità di rinnovare e riformare il nostro modo di partecipare all'attività politica adeguando le stesse strutture del partito secondo precisi principi che garantiscano democrazia e partecipazione sia all'elaborazione delle scelte che alla formazione dei gruppi dirigenti.
Le proposte concrete che avanziamo in proposito - e che il nuovo Statuto dovrà affermare - riguardano:
Anche il miglior progetto organizzativo del mondo non decolla se non è sostenuto dal cuore, dalla mente, dalla passione delle persone.
Noi conosciamo bene questo Partito. Da Luino a Saronno. Da Vergiate a Castellanza. Proprio perché lo conosciamo bene sappiamo vedere anche debolezze e zone d'ombra. Ma sappiamo anche che questo Partito esprime energie volontarie straordinarie.
E voglio citare un caso, non il solo e forse neppure il più eclatante, ma certamente significativo. A Tradate c'è un gruppo di ragazzi della Sinistra Giovanile che da qualche anno si impegna, e si impegna molto, per far crescere e radicare un'esperienza politica fatta da giovani per I giovani. Da un problema urbanistico locale, alla raccolta di firme per la difesa di diritti civili universali, questo gruppo ha saputo stimolare l'interesse e la partecipazione di molti coetanei guadagnandosi apprezzamenti che vanno ben oltre la cerchia dei cosiddetti militanti. Non è un caso che questa iniziativa abbia portato due di questi giovani a ricoprire l'uno l'incarico di segretario provinciale della Sinistra Giovanile, l'altro di segretario della sezione tradatese dei Democratici di Sinistra.
Segno evidente che l'azione politica, se ha basi solide, porta nuove adesioni al nostro progetto politico e permette di selezionare - passatemi il brutto termine - nuovo personale politico.
I DS sono una delle più grandi associazioni di volontariato della Provincia. Dove dei militanti decidono di dedicare tempo sottratto alla famiglia, alla professione, agli studi, al divertimento, alla politica.
Se ci pensate è un fatto straordinario. Forse è improprio sostenere che è una scelta di vita.
Certo è che durante la Resistenza i nostri padri erano disposti ad ogni sacrificio, anche quello della vita, per conquistare la libertà.
Oggi per quali valori vale la pena di battersi?
In fondo c'è un certo benessere, una cultura diffusa. A me piace riferirvi l'opinione di un partigiano che ha combattuto per la libertà di tutti noi, e che ho ascoltato in un dibattito: " Io continuo ad occuparmi di politica perché mi sta a cuore il futuro dei miei nipoti "
Mi sembra una bella affermazione.
Aderire ad un Partito è prima di tutto una grande scelta di libertà.
Potrà apparire paradossale ma è così.
Il Partito dispone di un gruppo dirigente solido, che non sottovaluta le difficoltà, che non nasconde debolezze ed aree di crisi.
Ma è solido proprio perché si è temprato in una congiuntura ed in una terra che non è mai stata tradizionalmente generosa, sin dagli anni del dopoguerra, con la sinistra.
Alle ultime elezioni europee i D.S. hanno raccolto poco più del 10%. Sarebbe stato insensato sventolare bandiere di gioia. E infatti non è accaduto.
Anzi, noi non ci siamo associati ai giudizi consolatori di molti nostri dirigenti nazionali.
E’ però scandaloso affermare che, mentre i D.S. a livello nazionale perdono alle europee circa il 4% , noi a Varese avanziamo, se pur di poco, dello 0.7%? Credo sia nostro dovere dirlo apertamente.
E’ giusto dire che nel 96 l’Ulivo non si aggiudica collegi Provinciali. Ma è sbagliato ricordare che in quella competizione il nostro Partito avanza di oltre ottomila voti rispetto all’anno precedente: uno dei risultati più brillanti della Lombardia?
L’Ulivo ha perso le elezioni alle provinciali del 97. Qualcuno ci ha accusato di avere "drogato" il nostro brillante risultato di Partito candidando alcuni sindaci. Verissimo.
Noi pensiamo che questa nostra intuizione, giusta, ha precorso i tempi.
Così è necessario esprimere un giudizio sulle decine di amministrazioni di centro sinistra che governano la Provincia di Varese.
Siamo convinti che il profilo amministrativo dei comuni governati dal centro-sinistra sia decisamente buono.
E non mi riferisco solo ai Sindaci della Quercia che indiscutibilmente sono frutto di esperienze e valori robusti: non è gente improvvisata.
Ma se mi fermassi ai Sindaci dei D.S. si potrebbe pensare che facciamo propaganda. Noi crediamo che il giudizio positivo accomuni la generalità dei Sindaci di centro-sinistra.
Vorrei dirlo senza spocchia, sottovoce. Non c’è paragone, mediamente, in termini di qualità e stabilità fra i governi di centro-sinistra e quelli di Lega o Polo. Una Lega in crisi che sembra affannosamente inseguire l’alleanza con il Polo.
Gli esempi di Samarate , con l’affondamento della giunta della Lega ed il voto anticipato, la permanente e palese conflittualità presente nel Polo a Gallarate sono solo gli ultimi esempi in ordine temporale.
Eppure noi non abbiamo avuto compiti facili.
Penso alla gestione di un tema complesso come Malpensa.
C‘è chi ha dispensato soprattutto propaganda, come il Presidente della Regione con la convocazione degli inconcludenti Stati Generali .
C’è chi invece ha lavorato duramente. Tra questi vanno annoverati gli amministratori locali ed in particolare i Sindaci del centro-sinistra.
Il nostro Partito ha costruito insieme a loro proposte comuni attraverso un confronto continuo.
È per questo che nel giugno scorso ci siamo spinti, fatto per noi inusuale, a criticare la magistratura che sembrava voler addossare ai Sindaci la responsabilità dell’inquinamento acustico ed ambientale.
Un fatto inusuale per noi, ma pratica quotidiana per altri partiti, com’è noto, che la magistratura l’attaccano quotidianamente o meglio, attaccano la magistratura che inquisisce e condanna i loro esponenti.
Vorrei a questo punto compiere una breve ricognizione degli obiettivi che ci eravamo posti negli scorsi congressi.
Avevamo sostenuto la necessità che il Governo imprimesse una svolta nelle sue politiche verso il Nord, e nei confronti di Varese in particolare per:
Ed ecco i fatti.
Università - È stata istituita dopo anni di chiacchiere inconcludenti l’Università dell’Insubria con sede del Rettorato a Varese.
Ricordo la sorpresa dei giornalisti quando il Ministro Berlinguer dichiarò che, perché nascesse concretamente, era necessario immaginare una Università a rete che coinvolgesse anche Como.
Questa posizione fu condivisa dal PDS di Varese e Como.
Sorpresa, scetticismo e una certa cultura provincialistica o negativa non hanno impedito che il Ministro mantenesse la parola data e si raggiungesse l'obiettivo.
Malpensa e infrastrutture - Qui l’elenco è davvero lungo.
L’interramento di Castellanza ? Fantasia. L’Arcisate/Stabio? Solita propaganda.
Oggi l’interramento di Castellanza entra nella fase operativa nonostante gli ostacoli continuamente frapposti dal Polo in Regione.
Il Governo ha destinato quasi 250 miliardi.
Per l’Arcisate/Stabio il governo ha destinato, 12 miliardi, e noi ci batteremo perché la linea sia mista, merci-passeggeri, integrata con il nuovo traforo del Gottardo.
Ma sono stati oltre 5300 i miliardi per potenziare la rete ferroviaria e stradale, per realizzare un sistema integrato di accessibilità all'aeroporto con una priorità data al trasporto su ferro in una provincia con 487.000 autovetture.
Il potenziamento di infrastrutture era ed è necessario a prescindere da Malpensa per recuperare il deficit infrastrutturale accumulato da Varese in questo ambito che è uno dei vincoli più gravi per la competitività della nostra economia.
Gli interventi per le ferrovie sono fondamentali per assegnare a Malpensa il suo ruolo di piattaforma logistica integrata riducendo i fattori di impatto ambientale.
Ad oggi sono stati finanziati:
Malpensa Expres Bovisa-Centrale 90.000 Milioni
FNM Novara-Malpensa 90.000
Sempione Luino/Varese 40.000
FNM-Sostituzione materiale rotabile. TAF 320.000
Interramento Castellanza 243.000
Gronda Nord. Elettrificazione Saronno-Seregno 50.000
Arcisate-Stabio Stazioni SFR 12.000
FNM Saronno-Busto-Malpensa 289.000
Gli interventi per la viabilità devono chiudere gli anelli strategici di collegamento a medio-breve raggio.
Ad oggi sono finanziati:
Malpensa 2000-Boffalora 350.000 milioni
Bretella Gallarate A8-SS 336 25.000
Variante SS 341 Turbigo-Vanzaghello-Samarate SS 336 con ponte sul Ticino
150.000
Variante SS33 Rho-Gallarate 140.000
SS342 Briantea-Peduncolo di Vedano Olona - Varianti di Solbiate e
Olgiate Comasco 55.000
Quando ad un incredulo direttore del quotidiano locale comunicammo che a Bruxelles era stata raggiunta l’intesa su Malpensa dal Ministro Burlando, giunse dall’altro capo del filo il solito fiume di scetticismo, salvo poi registrare il giorno successivo la notizia su tutte le prime pagine dei giornali nazionali.
Tutto ciò è comprensibile. Siamo stati abituati per anni alla sottovalutazione di Varese, allo scarso peso politico delle classi dirigenti locali nel contesto nazionale e di espressione delle pulsioni territoriali.
Causa, per inciso, non secondaria dell’insorgenza a metà anni 80 del fenomeno leghista.
Con il Governo Prodi ed il Governo D’Alema si è cambiato registro. E noi dobbiamo dirlo ad alta voce. I Governi di centro-sinistra per la Provincia di Varese hanno fatto cose straordinarie.
E non solo per la provincia. Permettetemi di dire che forse non lo affermiamo sempre con sufficiente forza.
Se qualcuno, pochi anni fa, ci avesse detto che oggi, alle soglie del Duemila, l’Italia avrebbe espresso, con Romano Prodi, il capo del primo governo europeo del dopo-Mastricht, che Massimo D’Alema sarebbe stato Presidente del Consiglio, che l’Italia sarebbe entrata a pieno titolo in Europa, probabilmente non sarebbe stato creduto.
E ancora, che un governo di cui noi siamo i principali sostenitori avrebbe finalmente dato vita a riforme epocali come quella della scuola e della pubblica amministrazione, che avrebbe affrontato con determinazione molte altre sfide in campo nazionale e non solo, oppure che saremmo stati tra i principali attori di un incontro storico, come quello di Firenze dei giorni scorsi.
Se ci avessero detto tutto questo, onestamente, chi ci avrebbe creduto?
E allora, non perdiamo, giustamente, il nostro senso critico, discutiamo di tutte le scelte con il rigore di sempre, diciamo su cosa siamo d’accordo e su cosa no, anche con questo governo.
Ma mostriamoci, anche, almeno un po’ orgogliosi di avere ridato al Paese una speranza più che concreta, di avere risollevato l’Italia da una situazione economico-finanziaria in cui eravamo – seppure allegramente, nei mitici anni Ottanta – precipitati.
Ma torniamo a Varese ed a Malpensa. Quando chiedemmo, al sottosegretario del tesoro Macciotta ( insieme ad alcuni amministratori di centro-sinistra e sindacalisti ) un impegno finanziario concreto sul tema delle delocalizzazioni la risposta fu immediata: in un venerdì della primavera scorsa, Macciotta assunse l’impegno di destinare subito 40 miliardi sostenendo che entro l’anno le risorse potevano superare i 300 miliardi.
Il lunedì immediatamente successivo presentò puntualmente l’emendamento di 40 miliardi al collegato ed in questi giorni la finanziaria destinerà, sono certo, circa 350 miliardi. Su questo punto chiediamo al Governo di considerare gli Enti locali interessati soggetti determinanti nella gestione delle risorse!
Ecco io vorrei che l’opinione pubblica fosse informata sul grado di serietà degli esponenti di Governo e vi fosse sul loro conto un giudizio obiettivo da parte dei dirigenti di associazioni di categoria e di rappresentanti istituzionali.
Lo stesso Ministro Treu con cui non sono mancati e non mancano momenti di discussione ha mantenuto l’impegno sulla chiusura dei voli notturni a Malpensa.
Ambiente e risanamento delle acque - Sono centinaia i miliardi destinati al risanamento del fiume Olona, dell’Arno, del Rile, del Tenore e delle acque dei nostri laghi.
Così come è chiaro che dopo dieci anni di tentativi velleitari nel marzo del 99 il Governo destina 206 miliardi per l’Ospedale di Varese. In una provincia che presenta 140.000 ricoveri ospedalieri all'anno.
I progetti che abbiamo avanzato con il contributo degli esponenti di punta del Gruppo dirigente del Partito, delle istituzioni, del sindacato, delle associazioni insieme con i nostri amici dell’Ulivo, sono stati valutati con rispetto.
Intendiamoci. Non sempre e non su tutto abbiamo avuto delle risposte completamente soddisfacenti.
Ma quel che è stato fatto è tanto, tantissimo e resterà comunque motivo di orgoglio per i responsabili, i singoli militanti e gli elettori dell’Ulivo e del centro-sinistra della nostra Provincia.
Consapevoli delle nostre responsabilità vorremmo indicare anche altri filoni di lavoro che tengano conto delle caratteristiche della nostra Provincia.
Sempre, ma più che mai a Varese, si deve parlare di sviluppo sostenibile. E' la stessa densità di popolazione - 678 ab./kmq (in Italia 190 ab/Kmq) - che impone questa scelta.
Per Malpensa i vincoli fissati dalle valutazioni di impatto ambientale devono essere rispettati. Anche per questo stiamo, volontariamente, in Europa.
Abbiamo espresso con chiarezza più volte la nostra visione strategica su Malpensa
In questa occasione intendiamo porci un obiettivo ambizioso: consentire alle comunità locali di partecipare alla gestione di questa formidabile opportunità di sviluppo.
Ciò significa accedere a quote di ricchezza da distribuire sul territorio. Ciò significa governare il territorio in modo ordinato e controllato.
C’è il rischio di rivestire un ruolo marginale sul primo punto e di essere travolti dalla tumultuosa domanda nel secondo.
Abbiamo idee chiare su come procedere. Nel recente convegno a Samarate abbiamo avanzato sull’insieme dei nodi (ambiente, sviluppo, privatizzazione SEA) che sono oggetto del confronto quotidiano, proposte che definiremo compiutamente insieme agli amici della coalizione.
Poniamo qui un punto tutto politico.
Possiamo schematicamente dividere la Lombardia in tre aree.
Il Nord/Est – L’area metropolitana – il Nord/Ovest.
Il Nord/Ovest è una realtà economica, ambientale e culturale di primissimo piano che esprime in modo inversamente proporzionale il suo peso politico. Occorre osare con fantasia e concretezza.
Proponiamo di costruire un patto di consultazione permanente del centro-sinistra di quest’area.
Certamente, intanto, fra Varese, Como e Pavia.
Il Nord/Ovest deve esprimere, nel tempo della globalizzazione, un sistema di comunità locali ricco e coeso che valorizzi l'energie territoriali con convinzione sia verso la metropoli che la vicina Confederazione Elvetica.
Il Governo dei processi deve essere condotto con il metodo della concertazione, senza furbizie. Gli accordi, i patti territoriali sono lo strumento attraverso cui valorizzare il protagonismo, le idee ed i progetti delle comunità locali.
La ricerca dello sviluppo nella coesione sociale è la grande sfida che ci proponiamo in Lombardia e da Varese.
La formazione e la ricerca sono per noi un obiettivo strategico.
Telematica, Internet, commercio elettronico: sono le nuove frontiere che i giovani preparati da un sistema scolastico ed Universitario sempre più qualificato possono agevolmente raggiungere.
Per noi, che potremmo disporre di una piattaforma logistica integrata, sono sfide e potenzialità enormi. Pensiamo alla possibilità di conoscere, seduti alla scrivania o nel proprio soggiorno, prodotti o servizi dell'altro capo del mondo ed il giorno dopo averli a casa propria o nella propria azienda.
Una sfida, immensa, per la nostra creatività per il nostro tessuto produttivo. Ma anche un tessuto produttivo senza grandissime aziende e con, ad esempio, una capacità ricettiva minima (6.000 posti letto). Un tessuto produttivo che raggiunge 10 mila miliardi di export, che in percentuale sul PIL è il 48%, mentre a livello nazionale è il 28%.
Aumentare le conoscenze è ormai indispensabile, occorre quindi imprimere una svolta alle politiche della scuola e della formazione.
E questo è un presupposto fondamentale per migliorare la qualità dei progetti e dei processi oltre che dei prodotti.
E' questa la sfida che dobbiamo vincere assieme alle 22.600 aziende artigiane, alle 51.000 imprese, alle 86.300 partite IVA, e, sottolineo assieme, in ruolo di protagonisti nelle sfide di democrazia e partecipazione economica e dei diritti, ai 135.000 addetti all'industria e ai 245.000 lavoratori dipendenti della nostra provincia.
Il mondo del lavoro sta subendo cambiamenti fortissimi. Questi cambiamenti possano rappresentare opportunità o regressioni insopportabili, dipenderà molto da quale alleanze politico/sociali si creeranno.
Nella nostra Provincia convivono un tasso di disoccupazione significativo per la Lombardia (7,1%, con circa 45.000 iscritti alle liste di collocamento) e un tasso di occupazione egualmente rilevante (47,4%).
Le nuove politiche di gestione del mercato del lavoro devono coordinare l'incontro fra domanda ed offerta nel quadro di regole stabilite fra le parti sociali. Le possibilità offerte dai patti sottoscritti devono essere tutte colte, consapevoli che una cosa è la flessibilità necessaria a cogliere le nuove richieste sociali ed economiche, altra cosa è lo sfruttamento e la deregulation.
La Regione Lombardia è in grave ritardo su questo terreno strategico, è incredibile che proprio in Lombardia la Regione non abbia ancora definito i parametri di costo, efficacia e qualità dei nuovi servizi lavoro (che già devono gestire circa 25.000 avviamenti).
Per noi tutti i lavoratori devono avere le stesse opportunità: come può l'on.Silvio Berlusconi schiamazzare per 100.000 lire di aumento ai lavoratori della sicurezza e nello stesso tempo dire che il contratto metalmeccanici non doveva essere firmato per la medesima cifra?
Noi pensiamo ad una società aperta, Silvio Berlusconi evidentemente no.
Noi pensiamo ad un sistema di formazione integrato fortemente affidato alle provincie, la Giunta Regionale invece no, vuole ancora confondere indirizzo/controllo e gestione.
Il sistema di formazione deve essere continuo ed integrato, in Provincia circa 7.000 persone hanno frequentato questi corsi. Un numero rilevante anche confrontato con I 29.000 studenti delle scuole superiori.
Una scuola che deve essere aiutata ad interpretare la nuova autonomia, i nuovi cicli scolastici, una scuola così più vicina alle famiglie ed alle comunità locali.
Il nuovo stato sociale dovrà tenere conto di queste esigenze come di quelle demografiche. Abbiamo infatti un significativo tasso di invecchiamento con un basso tasso di natalità (l'8,8 su mille rispetto al 9,2 nazionale); abbiamo, nello stesso tempo, un significativo tasso di immigrazione ed una percentuale di persone economicamente indipendenti più alta di quella nazionale.
Il nuovo Welfare State deve essere disegnato responsabilmente solidale fra i ceti e fra le generazioni.
Se si individuano differenze incolmabili di trattamento fra generazioni, non possiamo far finta di niente, ma occorrerà ridurle per non rompere il fondamentale contratto di cittadinanza che presuppone l'eguaglianza delle condizioni; in particolare per le giovani generazioni.
Dobbiamo infatti ridurre il carico di oneri sul lavoro, non è pensabile un sistema che grava per il 44% sul costo del lavoro di un giovane che avrà poi un rendimento sulla pensione inferiore al 50% dell'attuale.
Lo sviluppo deve migliorare la qualità della vita e il sistema sanitario è il cardine della garanzia dei cittadini.
Il diritto alla salute è uno dei diritti fondamentali sancito dalla Costituzione.
Per molti in realtà è un lusso che non si possono permettere.
Non possiamo dimenticare né l'alto tasso di mortalità per tumore (33%) né l'esigenza di una assistenza qualificata per una società che presenta un tasso di invecchiamento (percentuale persone oltre 65 anni del 15,9) superiore a quello nazionale (15,3%).
Noi conosciamo a fondo la sanità della nostra provincia. Nella sanità pubblica c’è un grande patrimonio professionale, spesso mortificato da un’organizzazione burocratica ed arretrata.
Potenti interessi privati agiscono per rendere meno appetibile, più fragile ed esposto il sistema sanitario pubblico.
La legge 31 di Formigoni ha agito per assicurare sponda politica e legislativa a questi interessi.
Con una parola d’ordine tanto affascinante quanto vuota : la libertà di scelta.
Vuota perché a chi è ammalato non importa la libertà di scelta ma di essere curato bene e subito.
La legge Formigoni/Borsani ha prodotto alcuni risultati discutibili ed uno certo.
È discutibile che siano diminuiti i tempi d’attesa per esami, visite specialistiche e ricoveri ospedalieri.
È certo che il deficit consolidato di bilancio della Regione nel campo della sanità galoppa verso i 3000 miliardi.
La prevenzione è sparita, i distretti sul territorio sono sbriciolati, i servizi fondamentali per gli anziani come la riabilitazione sono stati cancellati.
Questo è avvenuto nella nostra Provincia.
Qui serve una svolta decisa.
La denuncia pubblica sul Pronto Soccorso di Varese è stata una decisione meditata della Segreteria Provinciale. Un fatto simbolico cui sono seguite e seguiranno altre iniziative.
Proponiamo ai nostri amici del centro-sinistra di imprimere una vera e propria offensiva dai forti caratteri propositivi, sui temi della sanità in provincia.
Nella proposta un ruolo rilevante rivestiranno i Sindaci che devono vedere rafforzati i loro compiti di indirizzo e controllo.
Cari delegati abbiamo agito nel nostro lavoro ispirandoci ai valori della responsabilità e della comunità.
Questi sono i valori che guidano l'impegno, in generale, degli esponenti dei Democratici di Sinistra nelle istituzioni, nelle associazioni.
E' con questo spirito che ci accingiamo a sostenere la grande responsabilità che si è assunto Mino Martinazzoli: dare un Governo alla Lombardia. Martinazzoli ha avuto coraggio. La sua scelta è un atto di fiducia nei valori e nelle tradizioni migliori della nostra Regione. La laboriosità, la solidarietà, il volontariato.
I D.S. sosterranno con tutte le loro energie lo sforzo dell'on. Martinazzoli, unico leader che ha avuto il coraggio di lasciare il palcoscenico nazionale e ripartire dalla sua città, Brescia, diventandone Sindaco dall'indiscussa autorevolezza e moralità.
Noi sosterremo fortemente i Comitati Martinazzoli che ci auguriamo spuntino come i funghi in ogni Comune della Provincia. E coinvolgano uomini e donne della cultura, delle istituzioni, delle professioni del volontariato oltre che dei partiti.
Da questa assemblea importante rivolgiamo un appello alle migliori energie della società varesina affinché si impegnino tutte, finalmente, per far uscire la Provincia di Varese dall'isolamento e dell'apatia.
Dobbiamo far valere di più, far pesare di più le nostre risorse ambientali, culturali, produttive.
E invece è accaduto che in questa Legislatura nessun esponente del Polo eletto in Provincia di Varese sia stato chiamato al Governo della Regione Lombardia.
E' incredibile. Ma è così. Occorre compiere ogni sforzo per restituire
il peso che merita alla nostra comunità. Servirà un grande gioco
di squadra. Noi siamo attrezzati e pronti.
Uno dei provvedimenti più difficili di questa Legislatura è stato il progetto di Legge su Malpensa. Su questa legge ho svolto le funzioni di relatore a nome delle opposizioni.
Abbiamo costruito e modificato il provvedimento con il dialogo costante dei Sindaci che non ringrazierò mai abbastanza per l'apporto continuo.
Grande è stata quindi la soddisfazione nel registrare al momento del voto in aula la posizione compatta e unita di tutto l'Ulivo (PPI-SDI-VERDI-DS). Non sempre ciò è accaduto. E questo penso sia avvenuto per la nostra tenace e paziente ricerca del dialogo con tutte le forze del centro-sinistra.
Questo è lo spirito che animerà l'impegno dei DS nella coalizione.
Uno spirito unitario rispettoso di tutte le identità che devono sentirsi, tutte, importanti e motivate.
Abbiamo apprezzato l’attenzione di Rifondazione per il nostro Congresso , abbiamo apprezzato meno alcuni episodi di ingerenza.
La sfida è difficile. Ma sono certo che dalla Provincia di Varese, forze politiche e sociali, esponenti della cultura e della società sapranno esprimere il meglio per sostenere il rilancio del centro sinistra che costituisce, insieme un obiettivo e una tappa importante in vista delle elezioni politiche.
Cari delegati, alla relazione ho voluto dare volutamente un carattere asciutto. Anche i dati positivi che vi ho illustrato sul governo e sul Partito, possono essere oggetto di valutazioni diverse ma corrispondono, senza retorica, a dati concreti.
Questi obiettivi non si possono perseguire se non c'è passione, tensione ideale. La globalizzazione non è uno slogan. Impatta con durezza nella nostra vita quotidiana, nei processi produttivi, nella cultura, nei consumi; richiede grande apertura mentale, ma anche grande saldezza di principi.
Dicevamo tre anni fa, che il nostro territorio doveva prepararsi ad accogliere migliaia di persone di razze, tradizioni e religioni diverse. Non si è fatto molto; e ciò ha prodotto fenomeni di una certa gravità.
Ma i processi sono andati avanti e la nostra provincia ha un tasso di immigrazione più alto di quello di emigrazione sia per le nuove iniziative economiche che per il flusso di immigrazione extra comunitaria. Ci sono circa 23.000 immigrati extracomunitari che vanno accolti ed integrati. (con 3.000 domande di sanatoria, di cui 1.500 per ora accettate).
Abbiamo avuto modo nel nostro convegno sulla solidarietà, vivibilità e sicurezza, a marzo, di indicare con analisi e dati proposte puntuali e soluzioni per questo problema in Provincia di Varese.
Lasciatemelo dire. E' paradossale un mondo dove la libera circolazione vale per i capitali e non vale per le persone. Sappiamo bene, intendiamoci, che servono regole che, in questo caso ci si è dati con la legge Turco-Napolitano. Ma la lotta alla fame, alla povertà, il mantenimento della pace, l'equilibrio ecologico della terra, la ricerca, la diffusione della cultura, i diritti umani di fronte ai gravi rischi di manipolazione obbligano la politica a darsi la dimensione e il posto che le spetta.
In questo senso l'Internazionale socialista, che è la più grande organizzazione politica che agisce nel mondo, della quale i DS sono componente originale e autorevole, con Walter Veltroni Vice-Presidente avrà un compito di straordinaria importanza nel preparare il secolo che verrà.
Orgogliosi della tradizione di laboriosità di intere generazioni che ci hanno lasciato in eredità una terra bella e ricca vogliamo diventare , insieme, cittadini di Varese nel mondo.
Ad esempio proseguendo e costruendo il rapporto intanto con la vicina Svizzera come si è fatto con il PS Ticinese,
I Governi di centro sinistra hanno affrontato grandi riforme.
La scuola, la pubblica amministrazione, il commercio, la sanità, la privatizzazione di alcuni colossi come l'energia e le comunicazioni, il fisco.
Nel campo della famiglia e dell'assistenza sono stati definiti progetti che non è esagerato definire rivoluzioni. Lo sanno bene gli addetti ai lavori.
Si è abolita la leva obbligatoria.
E' cominciata a diminuire la pressione fiscale. Sono state aumentate dallo scorso anno le pensioni minime. Ci sono segnali di ripresa economica, di miglioramento dell'occupazione.
E' stata presentata una proposta di riforma federale dello stato, non è ancora quella che noi desidereremmo e che abbiamo delineato nel documento presentato dai DS lombardi; ma è finalmente una prima base di partenza.
Tutto bene allora?
Non scherziamo. Ma se non decliniamo questi risultati sulla base di un'eredità che è quella di un gigantesco debito pubblico e di uno Stato a rischio bancarotta, ci poniamo al di fuori di ogni elementare onestà intellettuale.
Dobbiamo far di più, possiamo fare di più. Ma tutti devono fare la loro parte. Ci aspettiamo che le forze economiche diano il loro contributo al Paese.
Vale per l'Italia. Vale per Varese dove ad esempio lo sforzo di presentare il patto territoriale presuppone la presentazione di progetti innovativi.
Questa è la sfida che deve coinvolgere Comuni, associazioni di categoria, sindacati, istituzioni culturali, mondo del volontariato, forze politiche.
Noi, con umiltà, siamo pronti a fare la nostra parte.
In piena sintonia con i nostri alleati di centro sinistra.