Proposta di un
"forum federalista
del Nord-Ovest"

 
Come esponente convinto della corrente federalista non posso che salutare positivamente l'approvazione del disegno di legge Costituzionale del Governo che rilancia con forza l'obiettivo di un ordinamento federale dello stato. Scetticismi e dubbi sul contenuto della proposta sono legittimi.

E' utile tuttavia soffermarsi rapidamente sui punti principali della proposta.

Si tratta di un testo snello che definisce con precisione come viene ripartita la potestà legislativa fra stato e regioni, la pari opportunità nella rappresentanza fra I sessi nelle leggi elettorali, l'autonomia finanziaria per Regioni, Province, comuni e città metropolitane, il federalismo fiscale, l'istituzione in ogni Regione di un Consiglio delle autonomie locali per dare voce ai Sindaci e di un Consiglio regionale di giustizia, l'incompatibilità di deputato regionale con quello parlamentare nazionale o europeo, la possibilità per le regioni di attuare accordi internazionali.

Con apprezzata tempestività il Presidente della Regione, recente beneficiario di un assegno di 6500 miliardi dal Governo D'Alema, ha ritenuto, nel commentare le proposte del Governo, di privilegiare l'aspetto della politica pura rispetto al merito. 

Si tratterebbe, sostiene Formigoni, di uno scoperto tentativo di D'Alema di agganciare Bossi in vista di future scadenze politiche.

Formigoni si chiede come mai D'Alema leghi le sorti del Governo all'approvazione di una riforma istituzionale. C'è da trasecolare. Non capisco come sia sfuggito a Formigoni che il governo guidato da Massimo D'Alema ha ottenuto la fiducia dal parlamento sulla base di un programma. Uno dei punti qualificanti del programma è la riforma federalista dello Stato. Dov'è la sorpresa?

Formigoni sostiene che il testo del Governo è più arretrato rispetto al testo della Bicamerale.

Mi chiedo allora per quale ragione l'on. Berlusconi e i suoi amici del Polo hanno affondato in Parlamento la riforma della Costituzione che, per altro, avevano apprezzato in Commissione Bicamerale con un convinto voto a favore. Voto di merito o calcolo politico in quel caso?

Ma da consigliere regionale della Lombardia una domanda sorge spontanea. Dove è stata la Regione Lombardia in questi anni?

Nessuna proposta di legge di riforma costituzionale è stata fatta approvare, a differenza di altre regioni, dal Polo al Pirellone.

Ancora. Il rapporto tra Regione Provincie e Comuni della Lombardia non è stato un esempio di spiccato federalismo.

Sui temi più rilevanti, sanità, trasporti, formazione professionale, viabilità non si contano gli episodi di centralismo integralista che ha ispirato la legislazione e i comportamenti della Giunta Formigoni nei confronti delle comunità locali.

Il braccio di ferro con Provincie e Comuni sulla sanità ha determinato un evidente peggioramento delle prestazioni sanitarie e della qualità dei servizi in Lombardia che tutti I cittadini e in particolare i ceti sociali più deboli purtroppo toccano con mano quotidianamente e qualche volta drammaticamente.

In questi 4 anni Formigoni non ha insomma acquistato sul campo particolari meriti nell'attuazione pratica di politiche federaliste tali da consentirgli di assurgere al ruolo di Mosè del federalismo.

Maroni e la Lega, abbandonata l'idea antieuropea della secessione, sembrano, al di là delle critiche dure, disponibili a differenza della Bicamerale, ad entrare nel merito del provvedimento Amato.

C'è da augurarsi che abbandonino al più presto anche l'odiosa linea xenofoba antieuropea che noi siamo determinati a contrastare sul piano politico, ideale secondo la migliore tradizione politica e culturale europea. 

La proposta del governo in ogni caso dovrà essere valutata meglio quando saremo in possesso dei testi finali.

Non posso nascondere tuttavia una certa soddisfazione per l'istituzione del consiglio delle autonomie.

E' un'idea dei Democratici di Sinistra della Lombardia per la quale ci siamo battuti apertamente in questi anni. Proposta molto più avanzata della Conferenza delle Autonomie Locali e funzionali prevista da Formigoni per la Bassanini.

Con altri amici diessini federalisti di altre regioni ho partecipato a confronti con esponenti nazionali in occasione della discussione della Bicamerale.

Confronti non facili, qualche volta aspri e non privi di tensioni. Per questo la soddisfazione è oggi maggiore da parte di chi si è sempre esposto personalmente su questi temi senza calcoli di parte o di partito.

Detto questo condivido la critica formulata dal Presidente della Regione Toscana sull'assenza della camera delle regioni. Anche se il riferimento alla seconda camera federale nella relazione introduttiva nel disegno di legge c'è. Non basta. Così come sul terreno del federalismo fiscale è utile accentuare gli aspetti di autonomia territoriale. Su questo il confronto in Parlamento deve produrre incisivi miglioramenti accentuando l'impronta federalista delle riforma.

Le resistenze non mancheranno. Conservatori e gattopardisti costituiscono un partito ban rappresentato in Parlamento. Un partito che dà voce a conservatorismi, burocrazie, oligarchie, concretamente diffuse nel nostro paese.

Per questo è necessario che la discussione sulla riforma dello stato non sia chiusa nel recinto del Parlamento, dei Consigli Regionali, nel ceto politico.

Deve coinvolgere cittadini, forze sociali, mondo della cultura. Auspico che gli intellettuali non ripetano quell'atteggiamento spocchioso e aristocratico assunto in occasione della Bicamerale.

I democratici di sinistra hanno nel loro DNA la propensione all'innovazione.

Walter Veltroni sta compiendo ogni sforzo per accentuare questa caratteristica.

Innovazione, apertura, confronto, dialogo.

Formigoni non chiude la possibilità al confronto. Maroni sembra fare altrettanto.

Bene. Propongo che a Varese si moltiplichino le occasioni di confronto.

Propongo di istituire in modo permanente un "Forum federalista del Nord-Ovest".

Dopo tanto parlare di Nord-Est penso che le forze politiche sociali, le istituzioni, associazioni, esponenti del mondo accademico, singole personalità di questa terra abbiano anch'essi titoli per dare un importante contributo al rinnovamento dello stato e della democrazia italiana
 
 
 
 
 
 

Daniele Marantelli
Consigliere Regionale DS
Segretario Prov.le Federazione DS Varese


 
 

 

Articolo pubblicato dalla "PREALPINA" del 12 marzo 1999