ITALTEL UNA RISORSA DA VALORIZZARE
Le compagne e i compagni della UdB M. Scoccimarro insieme ai delegati del Collegio di Rho esprimono preoccupazione per la delicata situazione che i lavoratori di Italtel, Tecnosistemi e Policarbo di Castelletto stanno vivendo.
Italtel, nel processo di privatizzazione, ha subito una profonda trasformazione che è tuttora fonte di preoccupazione per i lavoratori.
Fino ad alcuni mesi fa, Italtel rappresentava un pezzo importante del patrimonio tecnologico italiano perché parte del settore strategico delle telecomunicazioni.
E’ stata una delle poche società al mondo in grado di progettare, produrre e commercializzare apparati e sistemi di telecomunicazione in tutti e cinque i continenti ed una delle pochissime aziende italiane attive in settori ad alta tecnologia, con 14.000 dipendenti di cui 8.000 al sud, 7 stabilimenti in Italia, 3.500 ricercatori ed un fatturato di 4.500 miliardi.
In base ad un accordo stipulato nel ’94 tra Stet e Siemens AG, Italtel apparteneva pariteticamente a Telecom Italia e Siemens AG.
Il 9 aprile 1999, con un comunicato congiunto Telecom Italia e Siemens AG annunciavano di aver raggiunto un’intesa per la divisione delle attività della loro joint venture:
a Siemens i segmenti del trasporto ( fibra e radio) e delle reti radiomobili.
a Telecom le aree di Italtel relative alle reti fisse.
Le compagne e i compagni dell’Italtel hanno considerato lo smembramento dell’azienda un errore perché ha posto l’Italia fuori dallo scenario internazionale delle telecomunicazioni.
Questa posizione è stata condivisa anche dal Governo. Infatti il Ministero dell’Industria in un suo comunicato considerava l’Italtel strategica per il Paese e riteneva che dovesse essere salvaguardata e potenziata.
Dal 1 novembre 1999 l’azienda è a tutti gli effetti spaccata in tre parti: Italtel (5.400 persone), Siemens (7.800 persone) e Tecnosistemi (2.300 persone).
Per Tecnosistemi vi è grande incertezza per la conservazione dei posti di lavoro.
Tecnosistemi opera sul mercato dei servizi di installazione, dove la competitività è molto forte e si sono avuti già migliaia di esuberi, particolarmente nelle aziende più grandi (p. es. Sirti).
Per Siemens T.I. vi sono due ordini di problematiche: l’ottenimento dell’autonomia decisionale sulle scelte tecnologiche rispetto alla holding tedesca (in particolare per quanto attiene il radiomobile), e la collocazione all’interno della SAG.
Per quanto riguarda Italtel il 1° dicembre scorso 1999 è stato deciso il nuovo pacchetto azionario che inizialmente sarà così suddiviso:
Telecom Italia 60% Cisco 20% Fondi di investimento/Banche USA 20%
Nel corso dell’anno prossimo Telecom cederà alcune quote da definire a Finmeccanica.
Esiste la concreta possibilità di costituire una nuova società che abbia le necessarie competenze per avere successo nel mercato della integrazione voce/dati e di internet, che ha previsioni di crescita molto consistenti (10 volte rispetto al Radiomobile).
I Democratici di Sinistra della UdB Mauro Scoccimarro, credono che il loro partito oggi finalmente forza di governo in Italia, con forti riferimenti nei principali Paesi europei, si debba fare carico del futuro di un settore così importante per il Paese.
Chiedono quindi al Governo di attuare una opportuna politica di indirizzo in materia economica ed industriale per garantire la valorizzazione e la crescita di Italtel nonché del patrimonio di risorse umane e tecnologiche in essa presenti, anche in un’ottica di favorire l’innovazione delle telecomunicazioni italiane in Italia e sui mercati esteri.
10 dicembre 1999
Letto, approvato e sottoscritto da tutte le compagne e i compagni della UdB Scoccimarro insieme ai 22 delegati del Collegio di Rho.
Roberto Nava
Coordinatore U.T. Rho